viernes, 12 de septiembre de 2008

Erasmus

Sai come mi sono innamorato, prima prima? La tua voce e basta, non
c'era bisogno di più. Ti sentivo parlare con un altro amico
in dietro di me, per strada, e mi fermavo mentalmente a
d'ascoltare la tua sinfonia. Non scherzo. Dopo e venuto il
resto. La bocca, gli occhi, quelle pupille che si aprivano e
chiudevano dove io cercavo la tua verità, e ci ho trovato a
volte uno sguardo di soddisfazione dominante, mai un
abbandono a me, gli capelli meravigliosi, neri, setosi, che
mi perdo dentro solo di pensarci, le orecchie senza lobo, i
labbri, il naso, gli sigli, gli seni che erano così perfetti
nelle mie mani, e tutto il resto che non dimenticaró mai,
mai, anche si l'ho avuto pochissimo per me stesso. e dopo
tutta la tua espressione a volte era di un potere sensuale di
un altro pianeta, come si vedessi il futuro e il passato e
controllassi tutta l'energia, tutto l'universo col tuo sesso,
che ti faceva perdere la testa di passione e mandare tutto
il ordine va fan culo come un diluvio universale. Per me sei
stata eterna nei miei braci, anche si non volevi ed eri
ubriaca. Ricordo per miseria mia che ti avevo in braci
mezzo dormendo, come drogata, e aprivi gli occhi e gli
fermavi vedendo che ero io, perché per qualche motivo non
volevi che fosse così. Ma ho sempre il conforto di sapere
che in fatti, sono stato io a svegliare il tuo corpo quella
sera.

Scusa la pornografia

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